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Quindi mentre la Gelmini e Tremonti annunciano tagli all’istruzione, il ministro della Difesa vanta un credito di 3 milioni di euro per organizzare una parata militare e ricordare la guerra del 1915-18, pagando pure Fabrizio Frizzi e Rita Dalla Chiesa. E non si tratta di fondi per garantire la difesa del paese dal terrorismo o dagli attacchi dell’Iran (peraltro rischi imminenti e reali…) ma di soldi concessi per una autocelebrazione militaresca che, finita la Guerra fredda, potrebbe anche essere mandata in soffitta.
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